Giustizia e sofisti
- Tesi fondamentali:
- Gli uomini chiamano giusto ciò che è conforme alle leggi
- Esistono numerose varietà di leggi e costumi, a volte anche in contrasto tra di loro, che mutano in base a una determinata situazione storica, geografica e sociale
- Si deve distinguere ciò che è “giusto secondo legge” (nomos) da ciò che è “giusto secondo natura” (physis): “nomos” è un prodotto dell’uomo, mentre “physis” è una conseguenza “universale” delle regole fondamentali della natura.
- Tesi conclusiva: Non si può affermare che una cosa sia giusta perché conforme alle leggi; di quella cosa si potrà dire soltanto che sia utile per qualcuno in quel momento storico ed in quella società.
- Argomentazione fondamentale: Non si può definire giusto in assoluto ciò che corrisponde alle leggi proprio perché non esiste una sola legge universale, innata ed immutabile eccetto quella “di natura” che, peraltro, è altro rispetto alle numerose leggi delle varie società. Le leggi sono “accessorie” e “concordate”, frutto cioè di una convenzione tra cittadini e pertanto non innate né immutabili. Tale convenzione avrà come criterio la (presunta) utilità per i cittadini in un dato contesto storico e sociale. Quelle stesse leggi non solo potranno essere cambiate o stravolte, senza particolari conseguenze, al mutare delle convenzioni e dell’utilità del momento (non avendo la caratteristica di essere immutabili ed essenziali) , ma potranno dirsi addirittura contrarie a ciò che è “giusto per natura”. Infatti se per legge è reato ingannare il prossimo e soprattutto amici e genitori, per natura questo non sempre è sbagliato: valgano gli esempi di quando con un inganno si faccia assumere una medicina ad un padre ammalato o si tenti di evitare, con qualsiasi mezzo e anche con l’inganno, che un amico si suicidi. Se ci limitassimo ad analizzare il giusto per legge non potremmo che evidenziare come non solo è impossibile assimilarlo alla categoria universale di “giustizia”, ma che, anzi, ogni azione giusta per o nei confronti di qualcuno comporta sempre anche il suo contrario, l’ingiusto per qualche altro.

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